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L'Avana. 14 Ottobre 2009

Javier Sotomayor imbattibile alla sbarra

Reinaldo Wossaert

PL – Nel 1986 il Cubano Javier Sotomayor Sanabria stabilì il suo primo record mondiale, durante il Campionato giovanile di Atene, e mai immaginò che avrebbe potuto elevarlo fino ai 2,45 metri che sarebbero perdurati nel tempo con l’aria di imbattibilità.

Nato il 13 ottobre del 1967 a Limonar, Matanzas, Sotomayor cominciò a competere nella specialità già a 13 anni, sotto lo sguardo dell’allenatore Carmelo Benítez, che lo portò velocemente a superare gli 1,65 metri.

Poco a poco il ragazzo sviluppò le sue potenzialità atletiche, visto che ai 15 anni superò l’altezza dei 2 metri, ed ai 19, stabilì il record mondiale giovanile di 2,36 metri, durante il Campionato universale per la categoria ad Atene-1986.

Da quel momento, e con l’aiuto dell’esperto allenatore José Godoy, il Cubano chiamò l’attenzione dei rivali, specialisti e tifosi, che lo vedevano come un campione.

La non presenza di Cuba ai Giochi Olimpici di Seul del 1988, impedì all’idolo di Limonar di raggiungere la sua prima corona in quella categoria, già che in quel momento era il migliore del mondo.

Fu lui che si prese l’incarico di ratificare quella condizione nello stesso anno, quando l’8 settembre, a Salamanca in Spagna, vinse il primo titolo mondiale dei maggiori, all’aria aperta, dopo aver superato l’altezza di 2,43 metri.

Un anno più tardi, nello specifico, il 4 marzo 1989 a Budapest, Ungheria, superò il record universale al coperto, con lo stesso risultato di 2,43 metri. Però non tutto era scritto per il Cubano in quella stagione, perché il 29 di luglio del 1989 a San Juan, Puerto Rico, Sotomayor brució il record di 2,44 metri.

Era indiscutibilmente il proprietario della specialità. Aveva una grande fiducia in sé stesso, visto che nelle sue gare, quando i suoi rivali cominciavano a saltare al di sopra dei 2,25 metri, lui lo faceva al di sopra de 2,28, e molte volte sopra i 2,30.

I suoi atteggiamenti ed il suo talento lo portarono a vincere la maggioranza dei titoli della Federazione Internazionale di atletismo.

Nei Giochi Sportivi Centroamericani, il “Principe delle Alture” conquistò gli scettri di Messico-1990 (2,34), Puerto Rico-1993 (2,35) e Caracas-1998 (2,37).

Nel frattempo, negli appuntamenti panamericani, il creolo ottenne riconoscimenti nelle versioni di Indianapolis-1987 (2,32), L’Avana-1991 (2,35) e il Mar della Plata-1995 (2,40).

Nella storia dell’atletismo, oltre a Sotomayor, solo sei uomini hanno superato i 2,40 metri, i russi Rudolf Povarnitsin e Igor Paklin, lo svedese Patrik Sjoberg, il romeno Sorin Matei, lo statunitense Charles Austin ed il russo Vyacheslav Voronin.

Il saltatore cubano si iscrisse nelle principali gare universali, vinse negli avvenimenti di Stuttgart-1993 e Atene-1997 all’aria libera, ed in Ungheria-1989, Canada-1993, Spagna-1995 e Giappone-1999 sotto il tetto.

Durante la campagna del 1993, il “Soto” raggiunse l’attuale record universale della specialità, sorvolando l’asta al di sopra dei 2,45 metri, risultato ottenuto nuovamente a Salamanca, Spagna e destinato a perdurare in vari anni.

Dopo quel risultato gli organizzatori del Premio Principe delle Alture lo premiarono nella modalità degli Sport.

Nonostante la sua ampia vetrina di premi, non poté conquistare la medaglia olimpica fino a Barcellona-1992, quando sbaragliò i suoi avversari con un salto di 2,34 metri.

Quattro anni dopo ad Atene-1996, una lesione lo impossibilitò, mentre a Sidney-2000 vinse l’argento.

Lì raggiunse un salto di 2,29 metri nella gara vinta dal russo Serguei Kliugin (2,31).

Dei migliori 24 registri nella storia del Salto in Alto, 17 appartengono a Sotomayor, tutti, al di sopra dei 2,40 metri.

Il suo straordinario impegno per oltre 16 anni nei più importanti scenari competitivi del pianeta, i suoi record e titoli, lo erigono come il più grande saltatore in alto di tutti i tempi (Traduzioni Granma Internazional)

 

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