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Chi diavolo vota a favore del blocco?
• Anche il portavoce di Hillary
Clinton se lo domanda...
Quali sono i due soli paesi che hanno votato a lato
degli Stati Uniti nella ONU a favore del blocco
contro Cuba?
In una conferenza stampa, dopo la condanna per la
18ª volta dei questa aggressione nordamericana
contro l’Isola, il portavoce del Dipartimento di
Stato, Ian Kelly, è rimasto avvilito.
“Saranno le Isole Salomone o la Micronesia?, ha
pensato, senza riuscire a rianimare le sue facoltà.
Il dialogo con un giornalista non identificato nella
trascrizione ufficiale si è svolto come segue,
testualmente.
Giornalista: - L’Assemblea Generale ha espresso il
suo voto annuale “sull’ embargo” contro Cuba Due
governi si sono sommati a voi, due paesi. Ci può
ricordare quali sono i paesi e parlarci del voto? -
Kelly: “Penso che uno era Palau...”
Giornalista: - Io credevo fosse la Micronesia... O
sarà Israele? -
A Kelly è rimasta una sola via d’uscita, l’abituale
retorica anticubana, ed ha cominciato così:
“Lasciate che vi orienti su questo. Gli Stati Uniti
credono d’avere il diritto sovrano di maneggiare la
propria condotta economica con Cuba... Sulle
relazioni economiche con Cuba, secondo gli interessi
economici statunitensi...”
E bla bla bla.
Kelly: “Quest’anno gli Stati Uniti hanno esportato
717 milioni di dollari verso Cuba; le sanzioni sono
una parte della politica degli Stati Uniti verso
Cuba”.
Il giornalista lo interrompe: - Ma lei non ha
opinioni sul fatto che il resto del mondo pensa che
questo sia un cattivo modo d’attuare? -
Kelly: “Bene…”
Giornalista: - Il mondo intero, bene, Palau a
parte...-
Kelly: “Questo sembra un esercizio annuale che...”
Giornalista: - È un esercizio annuale per dirvi
quello che pensa il mondo intero...-
Kelly: (sempre più scoraggiato): “Sembra una sorta
d’inerzia della Seconda
Guerra Mondiale. La voce che non stiamo assistendo
Cuba è falsa!
Voglio dire che siamo tra i più importanti fornitori
di aiuti umanitari per Cuba”.
Dobbiamo capire che per Kelly le vendite ben pagate
ed in contanti dei prodotti agricoli venduti a Cuba,
sono per l’amministrazione nordamericana un aiuto
umanitario?
Il resto del dialogo si è perduto nell’abituale
profusione di attacchi contro Cuba e con lo strano
discorso sui diritti umani da parte della Nazione
che non riesce a chiudere Guantánamo e che
mantiene il maggior numero d’individui
preferibilmente afro-americani e latini nelle sue
prigioni, senza parlare della disoccupazione di
massa che obbliga milioni di compatrioti del
portavoce del Dipartimento di Stato a dormire per le
strade.(JGA/Traduzione Granma Int.)
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