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Indici di felicità
I cubani sono molto più felici degli
statunitensi
Un indicatore del benessere umano, alternativo ai
tradizionali canoni di sviluppo, cioè uno studio che
si basa nei dati di 143 paesi che rappresentano il
99 per cento della popolazione mondiale, afferma che
i cubani sono molto più felici degli statunitensi.
Pera realizzare questa classificazione sono stati
utilizzati tre parametri: la speranza di vita, la
soddisfazione vitale espressa dai cittadini di ogni
paese e l’impronta ecologica che serve loro per
ottenere un livello di vita considerato necessario
per essere felici.
Gli analisti sostengono che in nessun paese citato
nella relazione si realizzano i tre obiettivi, ma le
differenze tra le nazioni mostrano che è possibile
vivere vite lunghe e felici con impronte ecologiche
minori di quelle delle nazioni con maggior consumo.
Per molti, in occidente, la lotta per incrementare
le entrate segna tutto il capitale sociale e la
salute mentale.
La sfida per l’occidente, dice la relazione, non è
continuare ad aumentare le entrate monetarie, ma
assicurare vite significative e forti vincoli
sociali.
Realizzare questi obiettivi significa ridurre la
messa a fuoco del sonum???’ e dedicare più tempo ad
altri interessi.
Lo studio mostra che in verità è possibile vivere
una buona vita che non costa un mondo e vuole dare
un base scientifica a un antico sospetto: il denaro
non porta la felicità e tanto meno se è ripartito in
maniera disuguale.
I paesi ricchi non sono i più felici e vediamo che
l’America Latina è la regione più felice ed
ecologica del mondo.
Una sguardo al ranking
http://www.happyplanetindex.org/public-data/files/hpi-2-0-results.xls
ci regala molte sorprese ed una è che gli Stati
Uniti si trovano al posto numero 114, mentre Cuba è
al posto numero 7.
Forse il modo d’intenderlo spiega l’enorme distanza
tra l’alto indice di felicità individuato a Cuba ed
il basso indice apparso negli Stati Uniti.
I paragoni mostrano che si possono vivere vite
lunghe e felici con livelli bassi di consumo di
risorse.
Per esempio gli abitanti dei Paesi Bassi vivono in
media un anno più di quelli degli USA ed hanno
livelli simili di benessere, ma la loro impronta
ecologica pro capite è meno della metà, cioè 4,4
ettari globali di fronte a 9,4 ettari loli ???.
I Paesi Bassi sono ecologicamente più evolee più
efficienti nell’ottenere buone vite rispetto agli
Stati Uniti. Ugualmente gli abitanti della Costa
Rica vivono un poco più a lungo dei nordamericani e
rivelano livelli di benessere olo più alti e anche
così hanno un’impronta di meno di un quarto?????
Forse va fatta la seguente domanda: se i cubani sono
tanto felici, perché tanti desiderano emigrare negli
Stati Uniti e non succede il contrario?
Si può tentare di dare una risposta. In primo luogo
non è vero che la maggioranza dei cubani desidera
andare a vivere negli Stati Uniti…questo è un patron
dell’informazione sfruttato dalla stampa
nordamericana.
E evidente che lo studio londinese non dice tutti i
cubani sono felici e nessuno desidera emigrare.
Una consultazione del francese Salim Lamrani
nellufficio di statistica dell’immigrazione degli
stati uniti dimostra che era prima del trionfo della
rivoluzione che più cubani emigravano nel paese del
nord e che nell’attualità paesi come Canada,
Messico, Giamaica o El Salvador generano più
emigrazione negli stati uniti che Cuba.
Esistono anche ragioni di mentalità tra la
cittadinanza statunitense che fanno pensare che
anche se non sono felici potranno esserlo un giorno
grazie alla magnifica operazione di conformazione
ideologica del modo di vita nordamericano Il
messaggio dominante di questa società verso le
classi basse e che anche loro un giorno potranno
essere ricche e opulente; che vivono nel paese delle
opportunità e le statistiche mostrano che i
cittadini terminano i loro giorni appartenendo alla
stessa classe sociale dalla quale provenivano i loro
genitori
Tutto questo li paralizza non solamente per tentare
di sovvertire l’ordine sociale ma anche per pensare
a cercare un futuro in un’altra società con altri
valori.
Come ha segnalato Nic Marks, fondatore del centro
per il benessere, New Economics Foundation:“Mentre
il mondo affronta la triple difficoltà di una
profonda crisi finanziaria, l’accelerazione del
cambio climatico e il limite imminente nella
produzione di petrolio necessitiamo disperatamente
una nuova bussola che ci guidi.
Il fatto di lasciarci conquistare dalla melodia
della crescita economica ha prodotto solo benefici
marginali ai poveri del mondo e non ha migliorato
notevolmente il benessere di quelli che erano già
ricchi e non ha neanche prodotto una stabilità
economica Adesso dobbiamo usare l’indice del pianeta
felice per rompere l’incanto
E tracciare un nuovo cammino verso un’ economa di
alto senese??? con basse emissioni di carbonio prima
che i nostri stili di vita di alto consumo ci
gettino nel caos di un cambio climatico
irreversibile “.
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