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N O T I Z I E

L'Avana. 4 Settembre 2009

Indici di felicità
I cubani sono molto più felici degli statunitensi

Un indicatore del benessere umano, alternativo ai tradizionali canoni di sviluppo, cioè uno studio che si basa nei dati di 143 paesi che rappresentano il 99 per cento della popolazione mondiale, afferma che i cubani sono molto più felici degli statunitensi.

Pera realizzare questa classificazione sono stati utilizzati tre parametri: la speranza di vita, la soddisfazione vitale espressa dai cittadini di ogni paese e l’impronta ecologica che serve loro per ottenere un livello di vita considerato necessario per essere felici.

Gli analisti sostengono che in nessun paese citato nella relazione si realizzano i tre obiettivi, ma le differenze tra le nazioni mostrano che è possibile vivere vite  lunghe e felici con impronte ecologiche minori di quelle delle nazioni con maggior consumo.

Per molti, in occidente, la lotta per incrementare le entrate segna tutto il capitale sociale e la salute mentale.

La sfida per l’occidente, dice la relazione, non è continuare ad aumentare le entrate monetarie, ma assicurare vite significative e forti vincoli sociali.

Realizzare questi obiettivi significa ridurre la messa a fuoco del sonum???’ e dedicare più tempo ad altri interessi.

Lo studio mostra che in verità è possibile vivere una buona vita che non costa un mondo e vuole dare un base scientifica a un antico sospetto: il denaro non porta la felicità e tanto meno se è ripartito in maniera disuguale.

I paesi ricchi non sono i più felici e vediamo che l’America Latina è la regione più felice ed ecologica del mondo.

Una sguardo al ranking

http://www.happyplanetindex.org/public-data/files/hpi-2-0-results.xls

ci regala molte sorprese  ed una è che gli Stati Uniti si trovano al posto numero 114, mentre Cuba è al posto numero 7.

Forse il modo d’intenderlo  spiega l’enorme distanza tra l’alto indice di felicità individuato a Cuba ed il basso indice apparso negli Stati Uniti.

I paragoni mostrano che si possono  vivere vite lunghe e felici con livelli bassi di consumo di risorse.

Per esempio gli abitanti dei Paesi Bassi vivono in media un anno più di quelli degli USA ed hanno livelli simili di benessere, ma  la loro impronta ecologica pro capite è meno della metà, cioè 4,4 ettari globali di fronte a 9,4 ettari loli ???.

I Paesi Bassi  sono ecologicamente più evolee più efficienti nell’ottenere buone vite rispetto agli Stati Uniti.  Ugualmente  gli abitanti della Costa Rica  vivono un poco più a lungo dei nordamericani e rivelano livelli di benessere olo più alti  e anche così hanno un’impronta di meno di un quarto?????

Forse va fatta la seguente domanda: se i cubani sono tanto felici, perché tanti desiderano emigrare negli Stati Uniti e non succede il contrario?

Si può tentare di dare una risposta.  In primo luogo non è vero che la maggioranza dei cubani desidera andare a vivere negli Stati Uniti…questo è un patron dell’informazione sfruttato dalla stampa nordamericana. 

E evidente che lo studio londinese non dice tutti i cubani sono felici e nessuno desidera emigrare.

Una consultazione del francese Salim Lamrani nellufficio di statistica  dell’immigrazione  degli stati uniti dimostra che era prima del trionfo della rivoluzione  che più cubani emigravano nel paese del nord e che nell’attualità paesi come  Canada, Messico, Giamaica o El Salvador generano più emigrazione negli stati uniti che Cuba.

Esistono anche ragioni di mentalità tra la cittadinanza statunitense  che fanno pensare che anche se non sono felici potranno esserlo un giorno grazie alla magnifica operazione di conformazione ideologica del modo di vita nordamericano Il messaggio dominante di questa società verso le classi basse e che anche loro un giorno potranno essere ricche e opulente; che vivono nel paese delle opportunità  e le statistiche mostrano che i cittadini terminano i loro giorni appartenendo alla stessa classe sociale dalla quale provenivano i loro genitori

Tutto questo li paralizza non solamente per tentare di sovvertire l’ordine sociale  ma anche per pensare a cercare un futuro in un’altra società con altri valori.

Come ha segnalato Nic Marks, fondatore del centro per il benessere, New Economics Foundation:“Mentre il mondo affronta la triple difficoltà di una profonda crisi finanziaria, l’accelerazione del cambio climatico e il limite imminente nella produzione di petrolio necessitiamo disperatamente una nuova bussola che ci guidi.

Il fatto di lasciarci conquistare dalla melodia della crescita economica ha prodotto solo benefici marginali ai poveri del mondo e non ha migliorato notevolmente il benessere di quelli che erano già ricchi e non ha neanche prodotto una stabilità economica Adesso dobbiamo usare l’indice del pianeta felice per rompere l’incanto

E tracciare un nuovo cammino verso un’ economa di alto senese??? con basse emissioni di carbonio prima che i nostri stili di vita di alto consumo ci gettino nel caos di un cambio climatico irreversibile “.
 

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