Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5

    

C U B A

L'Avana. 4 Settembre 2009

LE RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL

Il fine non giustifica i mezzi

(da Cubadebate)

Le notizie dirette provenienti dagli Stati Uniti in alcuni casi
producono indignazione e a volte ripugnanza.
Naturalmente negli ultimi tempi un notevole numero di queste si sono
riferite ai problemi associati alla grave crisi economica internazionale
ed alle sue conseguenze in seno all’impero. Non sono, ovviamente, le
uniche riguardanti questo potente paese. Qualsiasi pagina dell’esteso
volume di notizie provenienti da un continente, regione o paese del
mondo, sono in relazione con la politica degli Stati Uniti. Non esiste
un punto del pianeta in cui non si sperimenti la soggiogatrice presenza
dell’impero.
Com’è logico, per quasi dieci anni le notizie riguardanti le sue brutali
guerre hanno occupato spazi importanti della stampa ed ancor di più
quando c’era di mezzo un’elezione presidenziale.
Nessuno, tuttavia, avrebbe immaginato che nel mezzo del dramma delle
guerre di conquista sarebbero apparse le notizie sulle carceri segrete
ed i centri di tortura, un vergognoso e ben custodito segreto del
Governo degli Stati Uniti.
L’autore della grottesca politica che ha condotto a quel punto aveva
usurpato la presidenza degli Stati Uniti nelle elezioni del novembre del
2000, mediante una frode elettorale nello stato meridionale della
Florida, dove si era decisa la contesa.
Dopo aver usurpato il potere, W. Bush non solo ha trascinato il paese in
una politica di guerra, ma non ha sottoscritto il Protocollo di Kyoto,
negando per 10 anni al mondo, nella lotta per l’ambiente, il sostegno
della nazione che consuma il 25 per cento del combustibile fossile, cosa
che può provocare un danno irreparabile per la specie umana.
Il cambio climatico è ormai presente nell’incremento mondiale del calore, fatto
che i piloti degli aeroplani a reazione possono verificare osservando i
tornati di crescente forza che si formano fin dalle prime ore della sera
sulle loro rotte tropicali e che possono essere motivo di pericolo per i
loro moderni jet. Sono ancora da conoscere le cause dell’incidente
dell’aereo della Air France, disintegratosi in pieno volo.
Nulla sarebbe paragonabile alle conseguenze dello scongelamento
dell’enorme massa d’acqua accumulata sopra il continente antartico,
sommata a quella che si scioglie sulla Groenlandia.
Il mio punto di vista sulla responsabilità che cade su Bush, l’ho sostenuto in un
recente incontro con il cineasta nordamericano Oliver Stone, commentando
il suo film “W”, che tratta del penultimo Presidente degli Stati Uniti.
Mi limito a segnalare che, dopo gli errori e gli orrori politici di
George W. Bush, l’ex-presidente Cheney, che è stato suo consigliere,
sostiene l’idea che le torture ordinate alla CIA per ottenere
informazioni erano giustificate, poiché hanno salvato vite nordamericani
grazie alle informazioni così ottenute.
Naturalmente non hanno salvato la vita delle migliaia di nordamericani
morti in Iraq, né quelle di quasi un milione di iracheni, né di coloro
che in numero crescente muoiono in Afghanistan. Non si conoscono nemmeno
quali saranno le conseguenze dell’odio accumulato dai genocidi che si
stanno commettendo o possono essere commessi in questo modo.
Si tratta, si badi bene, di un problema elementare d’etica politica: “il
fine non giustifica i mezzi”. La tortura non giustifica la tortura; il
crimine non giustifica il crimine.
Tale principio è stato dibattuto e sostenuto per secoli. In virtù di
questo, l’umanità ha condannato tutte le guerre di conquista e tutti i
crimini commessi È di somma gravità che il più potente impero e la più
grande superpotenza mai esistita, non abbia mai proclamato tale
politica. Ancora più preoccupante non è solo che l’ex-vicepresidente, e
principale ispiratore di una così perfida politica, la proclami
apertamente, ma che un elevato numero di cittadini di quel paese, forse
oltre la metà, la sostenga. In quel caso sarebbe una prova dell’abisso
morale in cui può condurre il capitalismo sviluppato, il consumismo e
l’imperialismo. Se fosse così, si deve dichiarare apertamente e chiedere
l’opinione del resto del mondo.
Tuttavia penso che i cittadini statunitensi più coscienti saranno capaci
di ingaggiare e vincere questa battaglia morale, nella misura in cui
comprenderanno la dolorosa realtà. Nessuna persona onesta al mondo
desidera per loro, o per qualsiasi altro paese, la morte di persone
innocenti, vittime di qualsiasi forma di terrore, provenga da dove
provenga.

Fidel Castro Ruz
2 Settembre 2009
7 e 34 p.m.( Traduzione ESTI)

STAMPARE QUESTO MATERIALE


Direttore Generale: Lázaro Barredo Medina / Direttore Editoriale: Gabriel Molina Franchossi
HOSPEDAJE: Teledatos Cubaweb.  La Habana
Granma Internacional Digital: http://www.granma.cu/

 

Spagnolo | Inglese | Francese | Portoghese | Tedesco
© Copyright. 1996-2009. Tutti i Diritti Riservati. Granma Internazionale / Digitale. Repubblica di Cuba

Subir