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Un buon proposito per Obama
per il 2010: dare felicità con
la liberazione dei Cinque
● Anche Fabio chiede libertà per i
Cinque!
Gioia Minuti
Vale
più un uomo giusto del presidente di un impero.
Tu, io
e Fabio. Io, tu e Fabio. Acela, tu e Fabio. Giustino
e Fabio...
Giustino che è Fabio.
Eusebio
Leal lo chiama Fabio ed ha ragione perchè la
presenza di Fabio è indiscutibile in ogni sua
parola, in ogni atto, in ogni sguardo e, ovviamente,
in ogni ricordo. Di Giustino, suo padre.
Le
lacrime scorrevano sul viso di Giustino ieri, perchè
pensava a Fabio. Giustino piange se parla di Fabio.
Giustino, che ci riporta Fabio al fianco quando vede
un cane, quando guarda il mare, se guarda dei
bambini giocare al pallone, perchè Fabio amava gli
animali ( aveva una cockerina), gli piaceva il mare,
giocava al calcio...
Chi ha
ucciso non sa quanto bene ha eseguito il suo
crimine, quanto incisivo è stato nel provocare un
dolore infinito, che si rinnova come un’araba
fenice.
I
genitori non sono mai fatti per sopportare la morte
dei figli, è un fatto contro natura, e la morte di
Fabio ha straziato tanto questo padre che, dopo
tanti anni, per ritrovare la propria volontà di vita
e di lotta, si è fatto Fabio, come ha scritto tanto
bene Raúl Valdés Vivó nella sua poesia
Chi ha
mandato i mercenari ad uccidere non poteva sperare
che il suo comando fosse meglio eseguito: Fabio è
morto e suo padre è morto di dolore con lui, e solo
l’amore lo ha fatto ritornare e Giustino è vivo con
dentro Fabio, come una guida.
Giustino, che ha saputo placare l’odio per gettare
le sue energie nella lotta contro il terrorismo,
nella cultura, nello studio, per la libertà dei
Cinque, per la giustizia, per Cuba.
Giustino che mi ha detto: “I familiari dei Cinque io
li sento come miei familiari, ci vogliamo bene, ci
abbracciamo e ci baciamo e soffriamo insieme, perchè
i Cinque sono lassù, ingiustamente imprigionati da
undici anni. Soffriamo perchè sappiamo quanto sono
nobili e che sono innocenti. Soffriamo perchè ci
stanno rubando tutti questi anni di vita, di
intimità, di presenza comune amorosa con loro.
Soffriamo soprattutto perchè c’è chi li può
liberare, se solo lasciasse libera per un momento la
sua coscienza di uomo libero, buono e giusto, e non
di figlio del suo sistema. Fabio è morto e i Cinque
sono prigionieri e lontani”, dice Giustino. “Io ho
studiato e seguito i consiglio fraterni di Fidel,
che mi ha consolato e mi ha insegnato ad usare il
mio tempo, dopo Fabio, per Fabio e per quelli che
come lui, come noi, vogliono costruire una mondo
diverso e migliore.
Chi ha
ucciso lo ha fatto per poche monete, vittima forse a
sua volta del dio denaro, della cecità morale che si
sviluppa, che si insegna, che è radicata nei paesi
ricchi e decadenti, vuoti d’amore, senza generosità,
senza solidarietà, senza umanità (a parte quelle
isole umanitarie e solidali, amiche, che qui a cuba
conosciamo tanto bene, così vicine a noi) ma pieni e
ricchi d’egoismo, di prepotenza, d’arroganza”.
Chi ha
pagato per uccidere ha nome e cognome, e tutti
costoro, gli assassini con nome e cognome, vivono
liberi in Florida, a Miami, e tutti li conoscono e
prima di tutti il FBI , la CIA e la Casa Bianca.
Se la
storia, la causa e le ingiustizie sofferte e che
soffrono i Cinque si conoscono a fatica e solo
grazie alla solidarietà mondiale, per colpa e
responsabilità del silenzio mediatico imposto
dall’impero, i nomi ed i cognomi dei terroristi
liberi li conoscono tutti: loro fanno vita mondana,
sono ricchi ed impuniti.
“Chi ha
il potere per fare giustizia, chi potrebbe
dimostrare al mondo che il suo desiderio più grande
è un futuro di pace, di comprensione, d’amore tra
tutti gli uomini di buona volontà, dimostri la sua
volontà e faccia sì che i criminali paghino per le
loro tante colpe, per i loro crimini, e liberi gli
innocenti” reclama Giustino.
Le sue
lacrime scendono cocenti e silenziose e diventano
un obbligo per Barack Obama, che non può più
chiudere gli occhi di fronte a tanto dolore, alla
pena di tante persone, al loro clamore di giustizia.
Giustizia per Fabio e libertà per i Cinque, giudizi
per i terroristi liberi e protetti negli Stati
Uniti, l’eliminazione del blocco imposto a Cuba da
mezzo secolo, per far sì che tutto un degno popolo
possa gestire liberamente le proprie scelte.
Presidente Barack Obama: è facile scegliere il
giusto!
Ascolti
la voce del cuore e gestisca il suo mandato con
saggezza, coscienza ed amore, con questo amore che
fa vivere Giustino che da forza ai familiari dei
Cinque, con tanto amore.
Vale
molto di più un uomo giusto del presidente di un
impero! |