|
L’Europa ed il commercio della
tortura
Il
Parlamento Europeo, che continua ad emettere
risoluzioni sulla violazione dei Diritti Umani degli
altri Stati, non puň o non vuole guardare al suo
interno dove, piů di uno stato ha steso uno spesso
velo pietoso al riguardo.
Ci
sono, per esempio, imprese europee che continuano a
commerciare mondialmente strumenti di tortura,
manette che emanano scosse elettriche che arrivano
ai 50 mila volt, manette per pollici, ed armi di
elettroshock, comunemente utilizzate dalla polizia e
dalle forze di sicurezza per torturare, anche quando
la stessa Europa ha proibito, nel 2006 il commercio
internazionale di questi tipi di strumenti.
Tuttavia, vari stati del Vecchio Continente non
rispettano simili norme. Il sito web della Rete
Adital espone che tra il 2006 ed il 2009 la
Repubblica Ceca ha emesso licenze di esportazione di
manette per piedi, armi di elettroshock e
polverizzatori chimici e che esistono ben novi paesi
nei quali la polizia e le forze di sicurezza hanno
usato questi materiali per infliggere torture e
trattamenti disumani e degradanti.
La
stessa fonte ha anche rivelato che l’Ungheria, altro
stato dell’UE, ha dichiarato di voler introdurre
nelle carceri strumenti come cinture paralizzanti
elettriche. Apparato proibito perché il suo uso
costituisce tortura o maltrattamenti. (Traduzione
Granma Int.)
|