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E S T E R I

L'Avana. 18 Marzo 2010 

L’Europa ed il commercio della tortura

Il Parlamento Europeo, che continua ad emettere risoluzioni sulla violazione dei Diritti Umani degli altri Stati, non puň o non vuole guardare al suo interno dove, piů di uno stato ha steso uno spesso velo pietoso al riguardo.

Ci sono, per esempio, imprese europee che continuano a commerciare mondialmente strumenti di tortura, manette che emanano scosse elettriche che arrivano ai 50 mila volt, manette per pollici, ed armi di elettroshock, comunemente utilizzate dalla polizia e dalle forze di sicurezza per torturare, anche quando la stessa Europa ha proibito, nel 2006 il commercio internazionale di questi tipi di strumenti.

Tuttavia, vari stati del Vecchio Continente non rispettano simili norme. Il sito web della Rete Adital espone che tra il 2006 ed il 2009 la Repubblica Ceca ha emesso licenze di esportazione di manette per piedi, armi di elettroshock e polverizzatori chimici e che esistono ben novi paesi nei quali la polizia e le forze di sicurezza hanno usato questi materiali per infliggere torture e trattamenti disumani e degradanti.

La stessa fonte ha anche rivelato che l’Ungheria, altro stato dell’UE, ha dichiarato di voler introdurre nelle carceri strumenti come cinture paralizzanti elettriche. Apparato proibito perché il suo uso costituisce tortura o maltrattamenti. (Traduzione Granma Int.)
 

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