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N U E S T R A   A M E R I C A

L'Avana. 16 Marzo 2010 

Le piogge spaventano gli haitiani e le organizzazioni internazionali
Héctor Miranda

PL – Gli haitiani sanno che la stagione delle piogge potrebbe cominciare a momenti, ed hanno paura di ciò che potrebbe comportare.

Una simile paura è condivisa dai rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Uniti per l’Infanzia (UNICEF), che si preoccupano dei danni che le precipitazioni potrebbero produrre, e le malattie che potrebbero accompagnare.

Il sisma che ha interessato la capitale e varie altre città vicine lo scorso 12 gennaio, ha lasciato alle sue spalle 300 mila morti, una simile quantità di feriti e quasi 2 milioni di senzatetto.

Fino al momento, gli aiuti internazionali non sono riusciti a garantire ad ogni haitiano un luogo nel quale proteggersi dalle piogge e molto meno a garantire un minimo di condizioni igienico sanitarie utili ad evitare la proliferazione di malattie.

Recentemente ha piovuto per notti intere, la maggior parte degli accampamenti improvvisati nella città si sono risvegliati sotto l’acqua, e molte persone non hanno potuto neppure dormire perché le inondazioni hanno inondato le loro tende.

È stato solo un segnale di allerta per la capitale e le vicine città di Jacmel e Léogane, quasi distrutte dal sisma, dove si stima che siano stati quasi mezzo milione i bambini rimasti sotto le intemperie.

L’ultimo comunicato dell’UNICEF ha ricordato quanto ha sofferto il popolo haitiano che ha ragione di preoccuparsi di nuovo.

Tuttavia, ammette che sarà una sfida enorme per l’UNICEF aiutare la popolazione haitiana durante la stagione delle piogge e le tormente tropicali.

In questo momento, a Pot-au-Prince e nei dintorni vivono 700 mila persone in accampamenti improvvisati, o cercando luoghi salvi e più sicuri.

Louis-Georges Arsenault, direttore delle operazioni d’emergenza dell’UNICEF, ha voluto tranquillizzare un po’ gli haitiani ed ha anticipato che nel 2010 avrà inizio un importante programma di ricostruzione del paese.

L’UNICEF si è impegnata, nel lungo termine, a fare di Haiti un mondo migliore per i bambini, anche se Arsenault non ha neppure potuto promettere il ristabilimento di una situazione almeno uguale a quella che c’era prima del terremoto.

Per adesso, le piogge costituiscono il pericolo maggiore in un paese nel quale molti bimbi muoiono ogni anno a causa della diarrea o di altre malattie che proliferano con gli acquazzoni.

(Traduzione Granma Int)

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