Le piogge
spaventano gli haitiani e le organizzazioni
internazionali
Héctor Miranda
PL – Gli haitiani sanno che la stagione delle
piogge potrebbe cominciare a momenti, ed hanno paura
di ciò che potrebbe comportare.
Una simile paura è condivisa dai rappresentanti
dell’Organizzazione delle Nazioni Uniti per
l’Infanzia (UNICEF), che si preoccupano dei danni
che le precipitazioni potrebbero produrre, e le
malattie che potrebbero accompagnare.
Il sisma che ha interessato la capitale e varie
altre città vicine lo scorso 12 gennaio, ha lasciato
alle sue spalle 300 mila morti, una simile quantità
di feriti e quasi 2 milioni di senzatetto.
Fino al momento, gli aiuti internazionali non
sono riusciti a garantire ad ogni haitiano un luogo
nel quale proteggersi dalle piogge e molto meno a
garantire un minimo di condizioni igienico sanitarie
utili ad evitare la proliferazione di malattie.
Recentemente ha piovuto per notti intere, la
maggior parte degli accampamenti improvvisati nella
città si sono risvegliati sotto l’acqua, e molte
persone non hanno potuto neppure dormire perché le
inondazioni hanno inondato le loro tende.
È stato solo un segnale di allerta per la
capitale e le vicine città di Jacmel e Léogane,
quasi distrutte dal sisma, dove si stima che siano
stati quasi mezzo milione i bambini rimasti sotto le
intemperie.
L’ultimo comunicato dell’UNICEF ha ricordato
quanto ha sofferto il popolo haitiano che ha ragione
di preoccuparsi di nuovo.
Tuttavia, ammette che sarà una sfida enorme per
l’UNICEF aiutare la popolazione haitiana durante la
stagione delle piogge e le tormente tropicali.
In questo momento, a Pot-au-Prince e nei dintorni
vivono 700 mila persone in accampamenti improvvisati,
o cercando luoghi salvi e più sicuri.
Louis-Georges Arsenault, direttore delle
operazioni d’emergenza dell’UNICEF, ha voluto
tranquillizzare un po’ gli haitiani ed ha anticipato
che nel 2010 avrà inizio un importante programma di
ricostruzione del paese.
L’UNICEF si è impegnata, nel lungo termine, a
fare di Haiti un mondo migliore per i bambini, anche
se Arsenault non ha neppure potuto promettere il
ristabilimento di una situazione almeno uguale a
quella che c’era prima del terremoto.
Per adesso, le piogge costituiscono il pericolo
maggiore in un paese nel quale molti bimbi muoiono
ogni anno a causa della diarrea o di altre malattie
che proliferano con gli acquazzoni.
(Traduzione Granma Int)