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Tutto il peso di Calle 13
• Concerto unico il prossimo
martedì 23 nella
Tribuna Antimperialista José Martí
Michel Hernández
Senza un’agenda vincolata alle multinazionali della
musica, la prossima visita di Calle 13 a Cuba sembra
iscriversi nell’intensa ricerca spirituale che ha
portato avanti questo gruppo per diversi paesi
dell’America Latina per prendere contatto con le
radici più autentiche della cultura popolare del
continente.
Di
fatto lo stesso René Pérez "Residente", che dà vita
a Calle 13 con suo “fratello di causa" Eduardo Cabra
"Visitante", ha detto nel suo sito digitale che
"l’opportunità di portare la sua musica a Cuba gli
provoca solamente orgoglio”.
Sono contento perchè questo concerto è stato
organizzato con molto sacrificio. Siamo 25 persone
che viaggiano e per me è una realizzazione grande...
suoneremo quello che vorranno ascoltare e staremo lì
per questo popolo che conosce la nostra musica”, ha
aggiunto.
Il prossimo martedì 23 marzo, il gruppo soddisferà
il desiderio accumulato di suonare in Cuba, I re
indiscutibili della musica urbana suoneranno nella
Tribuna Antiimperialista José Martí alle cinque del
pomeriggio, ha informato Osmani López,
vicepresidente dell’Istituto Cubano della Musica.
Condivideranno le scene con Kelvis e sfodereranno la
loro pesante artiglieria composta da canzoni che
superano la distanza di genere, ed esplodono come
granate di fronte al fantasma scuro della povertà e
della politica di spoliazione dell’identità
latinoamericana.
Un esempio lo sono le rime pungenti e contagiose
dei temi Pal Norte, ecomposto con gli Orishas
e Querido F.B.I., il cui testo denuncia
l’assassinio del leader portoricano Filiberto Ojeda
Ríos nel 2005, perpetrato dall’agenzia degli USA.
Dal loro debutto nel 2005, i membri di Calle 13
hanno vissuto un processo d’evoluzione artistica che
li ha condotti sulla via della libertà musicale.
Se da una parte l’industria ha dedicato tutto il suo
affanno per etichettarli nel genere del reguetón,
il loro stile respinge qualsiasi definizione e beve
da differenti fonti che vanno dal rap, al funk, la
bossa e la cumbia ed anche altri ritmi
latinoamericani.
Con più di dieci Grammy vinti, questo duo non solo
cerca di risvegliare idee e collocare contro le
corde qualsiasi pensiero reazionario, ma critica i
musicisti che, nati in una famiglia umile, divengono
poi icone del consumismo e criticano il panorama
globale della regione con frasi come: “Adesso gli
artisti sono poco impegnati. I veri artisti prendono
posizione e fanno pensare la gente, non solo
politicamente, ma a tutti i livelli. I veri artisti
fanno discutere la gente”.
Durante tutto il suo itinerario, questa banda, che
ha il potere di convocare gli spettatori con i più
diversi interessi artistici ed estetici, ha
incendiato i loro seguaci in distinte nazioni del
mondo, dove ha suonato con stelle del calibro dei
Fabulosos Cadillacs, Café Tacuba e Rubén Blades, tra
i tanti gruppi.
Dopo aver portato la loro rivoluzione musicale nei
più noti scenari e festival, il duo di Trujillo si
prepara per esibirsi in Cuba con tutto il peso della
Calle 13. (Frammento /Traduzione Granma Int.)
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