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E S T E R I

L'Avana. 19 Marzo 2010 

Lula chiede la fine degli attacchi
israeliani in Palestina

Il mandatario brasiliano, in visita ufficiale nel Medio Oriente, ha chiesto ad Israele di togliere il blocco su Gaza, precisando che il muro che sta costruendo lo stato sionista in Cisgiordania deve cadere.

Il Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha chiesto mercoledì, assieme al suo collega palestinese Mahmud Abbas, di interrompere la costruzione di colonie israeliane in Cisgiordania, mentre i palestinesi continuano le manifestazioni in difesa delle proprie terre occupate da Tel Aviv.

La costruzione di comunità sioniste in Palestina deve smettere, perché la stabilità della regione è importante per tutti”, ha dichiarato Lula in una conferenza stampa assieme al Presidente Abbas, nella quale ha aggiunto che il Brasile vuole dare il suo contributo ad un processo di pace solido.

Il Capo di Stato sudamericano, che si trova in visita ufficiale in Medio Oriente ha anche chiesto ad Israele di togliere il blocco a Gaza e ha precisato che il muro che sta costruendo lo stato sionista in Cisgiordania va abbattuto.

Abbas, da parte sua, ha segnalato che l’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) non ha obiezioni alle conversazioni di avvicinamento, ed ha ribadito che il problema è la mancanza di impegno di Israele con la roadmap, il piano di pace lanciato nel 2003 dal Quartetto del Medio Oriente (Stati Uniti, l’UE, l’ONU e la Russia).

Abbas ha anche espresso i sui ringraziamenti alla nazione sudamericana per il suo appoggio nella causa palestinese.

Successivamente, il Presidente brasiliano è andato in Giordania, dove si è riunito col re Abdalá II per analizzare come rilanciare i negoziati.

Intanto, per il secondo giorno consecutivo, sono continuate le manifestazioni dei palestinesi contro la costruzione delle nuove comunità sulla loro terra, alle quali le forze israeliane hanno risposto con gas lacrimogeni e proiettili a salve, ferendo al meno 17 persone. Il Ministro israeliano delle Relazioni Estere, Avigdor Lieberman ha manifestato al capo della diplomazia dell’UE, Catherine Ashton, una pesante negativa alla proibizione di nuove costruzioni a Gerusalemme Est, affermando che chiedere agli ebrei di smettere di costruire non è ragionevole. (Traduzione Granma Int.)
 

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