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N U E S T R A   A M E R I C A

L'Avana. 19 Marzo 2010 

Violenza in Messico
Droga, armi e tre morti vincolati al consolato USA a Ciudad Juárez

AIN - La ministra degli Esteri messicana, Patricia Espinosa, ha affermato che la violenza del narcotraffico che soffrono diverse localaità messicane,  come Ciudad Juárez, è prodotta, tra  molti fattori, dal consumo di droghe negli Stati Uniti.

La diplomatica, citata da AP, ha assicurato che il  Messico assume tutte le sue responsabilità nell’affrontare la violenza del narcotraffico, ma ha considerato che anche gli Stati Uniti devono fare di più per investigare e fermare i gruppi che dal loro territorio aiutano quelli che operano nei cartelli messicani.

“Questa situazione di violenza, ha detto la ministra Espinosa alla stampa, deriva dalla mancanza di una riduzione sostanziale del consumo di droghe negli Stati Uniti e dal fatto che là c’è un mercato che implica necessariamente questo flusso permanente di narcotici.

Patricia Espinosa ha ammesso che un altro fattore che fa persistere la violenza è la mancaza di azioni dei governi messicani negli ultimi anni, ma ha assicurato che l’amministrazione del presidente Felipe Calderón fa assolutamente tutto quello che può per detenere questo clima.

“Sono necessarie azioni più efficienti, ha detto, per fermare il flusso di armi che provengono dagli Stati Uniti e giungono in Messico, perchè i cartelli le necessitano per aumentare la loro potenza negli scontri a fuoco”.

Diverse  zone del Messico hanno sofferto negli ultimi anni la crescente violenza dei cartelli delle droghe che, mentre sostengono dispute interne per il controllo delle rotte e dei territori, mantengono gli scontri con le autorità.

Circa 18.000 assassinii sono attribuiti al crimine organizzato, dal dicembre del 2006, quando il presidente Calderón lanciò un’offensiva conto i cartelli.

Ciudad Juárez, alla frontiera con El Paso, in Texas, è diventata  il principale centro nel mirino delle autorità per una costante violenza che ha acquisito nuove dimensioni nell’ultimo fine settimana, per via dell’assassinio di tre persone vincolate al Consolato locale degli Stati Uniti (Traduzione Granma Int.)
 

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