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C U L T U R A

  L'Avana. 10 Agosto 2012

   

Tributo ”all’anello mancante”
della trova cubana

Jorge Petinaud

Musicisti e personalità della cultura cubana hanno reso omaggio all’autore  di “La canción de la trova”, Germán Pedro Ibáñez (Pedrito), in occasione del 5º anniversario della sua morte.

Familiari e membri del Sestetto Habanero, che Ibáñez aveva diretto negli ultimi 40 anni della sua vita, hanno guidato un corteo fino alla sua tomba nel Cimitero di Colón de L’Avana.

Una sola delle sue oltre 100 composizioni, quella che dedicò al repertorio “juglaresco” negli anni ’50 basterebbe per immortalarlo come ponte tra la vecchia generazione e quella di Silvio Rodríguez e Pablo Milanés, ha assicurato suo nipote, Jaime Gracián Hernández.

Ha ricordato che quando la presentò per la prima volta di fronte a grandi musicisti, tra cui Sindo Garay, l’autore di Perla Marina elogiò il brano e gli disse che sarebbe diventata una pietra miliare del catalogo musicale cubano.

Francisco Repilado (Compay Segundo) confermò il pronostico di Garay includendo questa canzone ripetutamente nella sua ampia discografia, ha aggiunto Hernández.

Ha evocato il ruolo di Ibáñez come preservatore e continuatore alla fine del XX secolo ed all’inizio del XXI del repertorio originale del primo sestetto, fondato nel 1920.

Ibáñez, il cui nome artistico era semplicemente Pedrito, nacque l’11 ottobre del 1928 a Sagua la Grande, nella provincia di Las Villas -oggi Villa Clara- dall’unione di Siria Ibáñez e Gracián Celaya.

Insieme alla madre si trasferì nel quartiere di Cayo Hueso, a L’Avana, durante la prima infanzia, e nel pieno dell’adolescenza cominciò a lavorare in una piccola fabbrica di sigari nella sua casa.

Però l’ambiente musicale del popoloso quartiere lo attraeva e cominciò lo studio della chitarra con Enrique Hernández e contemporaneamente imparava a suonare il tres per imitare il prestigioso sonero Alfredo Boloña.

Cominciò la sua carriera artistica con l’orchestra Maravillas del 42 come cantante, chitarrista e compositore e fu integrante di altri gruppi fino agli anni ’50 quando formò un trio insieme a Compay Segundo e Blas Díaz, che si esibì nelle emittenti nazionali della capitale.

Le sue capacità come compositore, arrangiatore, chitarrista e cantante con il dominio di varie voci lo condussero al Sestetto Habanero nel 1964, guidato allora da Manolo Furé, alla direzione musicale e generale dal 1955.

Durante quattro decenni, fino al 9 agosto del 2007, data della sua morte, viaggiò in 32 paesi, nei quali portò in trionfo il repertorio classico del Sestetto e nuovi brani -molti dei quali scritti da lui-, fedeli alle sonorità ed alla cadenza del primo gruppo di questo tipo- (Traduzione Granma Int.).
 

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