Prigionieri Politici dell'Impero| MIAMI 5  

     

E S T E R I

 L'Avana. 21 Maggio 2012

   

Saúl Landau ha visitato Gerardo Hernández

Lo scrittore, giornalista, regista di documentari e accademico statunitense Saúl Landau ha visitato nella prigione federale di massima sicurezza di Victorville, in California, l’Eroe antiterrorista cubano Gerardo Hernández, uno dei Cinque.

Una nota pubblicata da Cubadebate, presa dal bollettin digitale Progreso Semanal, ricorda che Gerardo è stato accusato di cospirazione per commettere assassinii perchè, si presume- dato che il governo non ha portato prove – aveva consegnato l’informazione di volo alle autorità cubane sapendo che gli aerei sarebbero stati abbattuti. 

Riferisce Landau che Gerardo appare tra le guardie, lo abbraccia e poi gli parla delle idee per obbligare l’Agenzia  di Sicurezza Nazionale (NSA) a liberare la sua mappa vettoriale dell’abbattimento dei due aerei degli Hermanos al Rescate da parte dei  MiGs cubani il 24  febbraio del 1996.

“Come si può obbligare la NSA a farlo? Non abbiamo risposte, ma la domanda rimane”, sostiene  Saúl Landau, autore del documentario ‘Che si alzi in piedi il vero terrorista’, nel quale si evidenzia la doppia morale delle autorità di Washington che proteggono nel loro seno Luis Posada Carrilles, autore intellettuale dell’attentato a un aereo  della Cubana con 73 persone a bordo.

La NSA ha ignorato le domande degli avvocati difensori del combattente antiterrorista cubano di presentare le mappe vettoriali nel processo e negli appelli : ‘Sicurezza Nazionale’ sono le due parole letali, che non s’incontrano nè nella Costituzione nè nella Bibbia, ma costituiscono la ragione, la scusa, per non presentare i documenti, sostiene Landau.

“Che cosa ha motivato il FBI ad arrestare Gerardo e i suoi quattro colleghi?”, chiede Landau.

“Héctor Pesquera”, ha risposto Gerardo, “perchè questo personaggio era stato nominato agente responsabile del Burò di Miami e immediatamente aveva sviato l’attenzione dai terroristi e l’aveva messa a fuoco sugli antiterroristi.

Dopo che la giuria consegnò una dichiarazione di colpevolezza nel processo dei Cinque cubani, Pesquera si era vantato, parlando ad una radio di Miami che era stato lui a cambiare la messa a fuoco e invece di spiare le spie aveva presentato accuse contro loro Cinque.

“Ci diamo un abbraccio di saluto e Gerardo alza un pugno trionfante prima di ritornare alla sua celle ed io ho comminato verso il secco vento del deserto e mi sono diretto verso l’aeroporto di Ontario, in California, opportunità per pensare nella giustizia e l’ingiustizia” ha sottolineato l’accademico statunitense.

(Traduzione Granma Int.)
 

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