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Senza sicurezza l’antiterrorista
cubano in libertà vigilata
Roberto
Hernández
L’avvocato statunitense Phill Horowitz ha di
nuovo rivelato i suoi timori per la sicurezza e
la salute del suo rappresentato,
l’antiterrorista René González, che vive in
libertà vigilta dopo aver scontato 13 anni
d’ingiusta reclusione.
Durante un’intervista diffusa dal programma
cubano radio-televisivo Tavola Rotonda
Informativa, Horowitz ha assicurato che hanno
chiesto il suo ritorno Cuba perchè negli Stati
Uniti non può nemmeno ricevere un’adeguata
assistenza sanitaria.
Dato che non può avere un’assicurazione sulla
salute, dovrebbe pagare di tasca sua, ha detto
l’avvocato, vincolato dal 1998 al caso di René e
dei suoi compatrioti Gerardo Hernández, Ramón
Labañino, Antonio Guerrero e Fernando González.
“Vedo di frequente René, e so che non può
ricevere nemmeno un’adeguata assistenza
dentistica, dopo un’urgenza presentata”, ha
detto, senza scendere in dettagli.
Horowitz ha affermato che non può rivelare dove
vive René, per la sua sicurezza, per proteggerlo
di fronte al pericolo che corre dalla sua
liberazione, in libertà vigilata, lo scorso 7
ottobre.
“Non è per mancanza di fiducia... ho fiducia in
tutti a L’Avana, ma è per la sua sicurezza”, ha
sottolineato, e riferendosi alla prossima azione
per sollecitare il ritorno di René a Cuba,
l’avvocato ha insistito che non esiste un
calendario per farlo, perchè dipende
esclusivamente dalla giudice.
Si è dimostrato ottimista però, parlando di una
soluzione favorevole, dato il buon comportamento
dell’antiterrorista, uno dei Cinque, come sono
conosciuti nel mondo intero, nelle campagne per
la loro scarcerazione.
“I 13 anni in prigione sono stati davvero molto
duri e i quattro mesi separato dalla moglie e
dalle figlie, dalla famiglia e dalla Patria,
sono insultanti”, ha dichiarato, segnalando
che le Corti non possono ignorare che è un
cittadino cubano separato a forza dalla sua
famiglia.
“René, ha ricordato, non può compiere quello che
fa qualsiasi ex detenuto in libertà vigilata:
dormire nel suo letto e vivere con la sua
famiglia per reinserirsi nella società. Mi
spiace molto non poter dire quanto tempo durerà
questa situazione e cosa risponderà la giudice”,
ha aggiunto.
“René voleva tornare per partecipare alla
Maratona de l’Avana”, ha commentato parlando
dello stato fisico del patriota cubano che
correva in carcere e ancora oggi lo fa.
(Traduzione Granma Int.)
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