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S T A M P A  E S T E R A

L'Avana. 5 febbraio 2003

Il Pentagono aggiusta i propri piani
di guerra contro l’Iraq

Pronti per sferrare bombardamenti di precisione a tappeto con l’obiettivo di distruggere l’esercito dell’Iraq

Washington. I piani di guerra del Pentagono prevedono di utilizzare 3000 bombe guidate di precisione e di missili nelle prime 48 ore dall’inizio della campagna aerea.

I giornalisti Eric Schmitt e Thom Shanker hanno informato che l’obiettivo è quello di terrorizzare e isolare i militari iracheni per preparare rapidamente la strada per l’attacco terrestre, con il fine di abbattere il Governo del Presidente Saddam Hussein.

I due giornalisti hanno riferito che per i bombardamenti iniziali si prevede l’uso di una quantità di armi guidate di precisione dieci volte più forte di quella che venne usata durante i primi giorni della guerra del Golfo Persico nel 1991. I bersagli potrebbero essere luoghi di difesa aerea, le caserme militari e politiche, i centri di comunicazione, i luoghi dove si sospetta che esistano sistemi di elaborazione chimica e biologica, hanno detto alcune autorità militari del Pentagono.

Gli specialisti dei piani di guerra hanno dichiarato che il primo obiettivo immediato sarà la distruzione della volontà di lottare dell’esercito dell’Iraq, costringendo un gran numero di soldati a disertare o ad arrendersi e offrendo loro una zona protetta - se si comporteranno in questo modo - con la speranza di far crollare con rapidità il Governo di Hussein.

L’attacco aereo verrà realizzato con 500 aerei della forza aerea assieme a navi che interferiranno con segnali radar e con aerei di appoggio che voleranno dalle basi situate in tutta la regione del Golfo e nelle vicinanze.

Verranno usati anche gli aerei della Marina con basi su quattro o cinque portaerei che trasportano 80 aerei ognuna.

Circa 300 aerei da guerra statunitensi si trovano negli aeroporti e nord e a sud dell’Iraq. Due portaerei sono presenti nella ragione e altre due hanno in programma un avvicinamento a distanza di tiro per la fine di questo mese.

“La sfida in questa campagna aerea consiste nell’ottenere effetti militari e psicologici sin dall’inizio, ma la stessa infrastruttura esisterà anche al termine” ha dichiarato il Generale Ronald R. Fogleman, ex capo del personale della forza aerea del Consiglio Politico della Difesa, un corpo che viene guidato dal Segretario della Difesa, Donald Rumsfeld. Le azioni militari terrestri verranno realizzate da due divisioni dell’esercito e da un gruppo di spedizione dei Marines.

La terza divisione di fanteria dell’esercito e un importante contingente dei Marines avranno il compito di dirigersi a nord, verso il Kuwait, mentre le forze guidate dalla quarta divisione di fanteria, con carri armati e veicoli blindati, disporranno di equipaggiamenti con le più complesse comunicazioni digitali e con sistemi di acquisizione degli obiettivi. Costoro si dirigeranno a sud, dalla Turchia. Parteciperanno anche molti altri soldati dell’esercito con una notevole serie di capacità, includendo elementi delle divisioni aereo trasportate 82 e 101, alle quali verarranno assegnate missioni speciali.

I reporter aggiungono che le autorità dell’Amministrazione sono molto sensibili alle considerazioni politiche in Turchia dove rifiutarono di discutere negoziati sull’utilizzo delle basi con il Governo di Ankara.

Una valutazione degli ordini di partenza delle truppe indica che esiste un piano per inviare un importante numero di militari dalla Turchia verso l’Iraq, mantenendo il numero di truppe statunitensi in un limite fissato dal governo turco.

L’Arabia Saudita presenta anch’essa una sfida diplomatica.

Attualmente si spera che nessuna missione di attacco aereo parta dall’Arabia Saudita, ma l’accesso alle basi in altre zone della regione ha permesso al Comando Centrale degli Stati Uniti di strutturare un piano di guerra che non dipende dal territorio saudita per realizzare gli attacchi.

La campagna aerea dipenderà dalle munizioni guidate di precisione in un modo senza precedenti, mentre l’offensiva terrestre si svilupperà basandosi sul concetto chiamato “guerra di manovra.” Si eseguiranno tattiche usate nell’invasione del 1989 contro Panama, qiando si inviarono truppe che attaccarono più di due dozzine di obiattivi separati quasi simultaneamente, durante il primo assalto. La strategia chiamata “avvolgimento verticale” non fu originaria nella guerra del golfo, poichè le truppe dell’esercito e dei Marines giunsero in Iraq dal Kuwait attraversando il deserto un chilometro dopo l’altro.

Gli ufficiali del Pentagono e i militari hanno avvisato che si aspettano che le forze delle operazioni speciali, includendo il gran numero di rangers e di truppe aerotrasportate, conquisteranno gli aeroporti e altri obiettivi nelle zone all’interno dell’Iraq, usando gli aerei per le missioni ad alto rischio per trasportare veicoli armati statunitensi sulle piste occupate, al di là delle linee delle truppe regolari irachene. Questi attacchi verranno appoggiati anche dagli elicotteri Apache.

Dal “The New York Times”

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