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Londra ha chiuso in maniera
colorata la festa olimpica
Imagine, Freedom, due parole tra altre mille che
hanno avuto molto senso durante le due settimane
dei Giochi Olimpici. Due parole che hanno chiuso
la festa dello sport mondiale. Ed è esattamente
questo il messaggio tra tanto colore, sorrisi e
fratellanza. Quello di immaginare lo sport come
uno strumento alla ricerca di un mondo migliore,
un percorso per raggiungere questa libertà piena
chiesta veementemente da atleti, pubblico,
volontari, presidenti e da tutti quelli che
hanno partecipato all’epilogo di questa
manifestazione.
Libertà, eliminando tanti pregiudizi, guerre. In
questo modo hanno vissuto i rappresentanti di
204 paesi in questi 14 giorni di confronto
sportivo. In questo modo, gonfi d’orgoglio,
hanno lottato per la propria bandiera, lo stesso
orgoglio mostrato dal presidente del Comitato
Olimpico Internazionale Jacques Rogge nel
premiare l’atleta dell’Uganda vincitore della
maratona Stephen Kiprotich.
Tra tanto colore, ottima musica, tradizioni,
luci, la fiamma olimpica continua ad ardere con
intensità. Londra ha semplicemente lasciato una
stella di luce ed ha marcato il sentiero per il
prossimo incontro tra quattro anni a Rio de
Janeiro, le cui autorità hanno ricevuto la
bandiera olimpica come prossima città ospitante.
Fin da oggi ravvivare questo fuoco, questo
spirito olimpico, sarà il miglior modo di
lanciare questo grido liberatorio di “freedom”,
al ritmo del samba nella città brasiliana.
(Traduzione Granma Int.)
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